Certe volte capita che
scopri la Primavera nascosta
così tanto nel profondo
così tanto silenziosa
così tanto piccola
ed infinitesimale
dentro di te
che all'improvviso trattieni il fiato
per non farla sparire di nuovo.
E' così fragile la Primavera, quest'anno.
Cerco di stare immobile, a momenti,
per non rovinarne l'incanto.
Attendo che l'Estate porti
maggiore stabilità e sicurezza,
con il suo sole caldo che
sa far maturare tutti i frutti,
anche i più piccoli e deboli,
e li sa far crescere forti e sani.
E che scalda la pelle bianca dalle paure dell'Inverno
e dai dubbi della Primavera,
rendendola ambrata e più resistente.
Rendendola pronta.
L'Attesa, dunque.
Una dimensione non nuova, per me.
Eppure lo è.
Nuova.
Nuovissima.
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mercoledì 2 maggio 2012
mercoledì 18 aprile 2012
PIOVE
La mia Primavera se n'è andata.
Un pò come tutte le cose per cui mi emoziono troppo
e troppo in fretta,
e che poi si dimostrano sempre inesorabilmente
dei fuochi di paglia.
Il cielo è grigio, l'aria è fredda, sembra novembre e piove.
Io non la sopporto la pioggia.
Da ragazzina mi piaceva: prendevo l'ombrello e via,
a passeggio per le strade, musica nelle orecchie,
pensieri in bilico sul cornicione della mia mente,
tutto ovattato dal ticchettio senza colore delle gocce nelle pozzanghere.
Adoravo la pioggia, quella pace, quel silenzio, le strade semideserte,
il chiasso sostituito dalla riflessione.
Il mio bisogno di solitudine esaudito dal cielo!
Poi quella ragazzina è cresciuta,
ha avuto i suoi problemi,
ha smesso di star bene quando rimaneva sola,
con quella se stessa che la faceva sentire sbagliata ed ingombrante,
e ha iniziato a sentirsi malinconica
e a cercare riparo in casa e con le persone.
La pioggia non faceva altro che rubare la luce al sole, il colore ai fiori,
i giochi in strada ai bambini, e costringere tutti sotto una tettoria
o tra quattro mura.
Solo ad un pazzo sarebbe potuta piacere!
Oggi, io e la pioggia siamo due estranee che non parlano la stessa lingua,
e si guardano, a tratti incuriosite, a tratti sospettose, al di qua e al di là
di un vetro bagnato o di una finestra chiusa,
e che si sono scordate quegli anni lontani di vicendevole adorazione.
Rivoglio la mia Primavera.
Tutto il resto procede lento
e sempre uguale
a tratti di una noia così mortale
che mi sorprendo certe mattine
di essere ancora viva.
Prego e piango
in modo spropositato, e
ne sono lucidamente consapevole.
Ma TANT' E'.
Si, ecco:
" tant'è "
è in assoluto
l'espressione
più azzeccata.
martedì 13 marzo 2012
Progettando
Credo che cambierò layout, a breve:
voglio qualcosa che profumi di Primavera...
Credo che il mio sentirmi meglio,
in questi giorni,
dipenda dal fatto che ho deciso
per un pò, di darmi tregua,
e di non accanirmi più in questa Ricerca
almeno finchè non saranno passati i 10 giorni
di antibiotico + il mese di integratori
imposti dall'andrologo.
Credo che i 4 giorni in Liguria ormai decisi per Pasqua
ci faranno davvero bene: sole, spiaggia, mare,
il nostro ristorantino preferito nel budello di Loano...
Si, si, mi sembra già di esserci.
Credo che pensare alle ferie di Agosto
ci stia facendo finalmente uscire
dal letargo pigro e freddoloso dell'inverno
e ci stia facendo godere di più questo
inizio di Primavera.
Credo che, in un modo o nell'altro,
le cose si sistemeranno.
Il Destino seguirà il suo corso,
nel Bene o nel Male,
indipendentemente dal mio accanirmi.
Voglio solo stare bene.
Voglio solo sentirmi VIVA.
PS. Per voi, un piccolo assaggio della nostra passeggiata domenicale:
Lui, io, il primo vero Sole della stagione... e paesaggi mozzafiato
sul Lago Maggiore.
Ps del PS. Si, lo confesso: sono diventata una maniaca del fotoritocco di Instagram!
| Eremo di S. Caterina del Sasso |
| Lago Maggiore |
giovedì 8 marzo 2012
CAMMINANDO
Ieri sera ero così in aria che appena tornata a casa dal lavoro ho parcheggiato la macchina, ho tirato su il bavero del piumino, e sono andata a fare quattro passi per schiarirmi le idee...
Quattro passi che sono durati più di 1 ora.
Camminavo, camminavo, a volte mi accorgevo che il mio passo era troppo veloce, e questo mi innervosiva.
A volte invece riuscivo senza rendermene conto a procedere lentamente, a ritmo col mio respiro, e a non sentire più l'aria fredda che mi entrava nel naso, ma anzi, mi sembrava che tutto fosse in sintonia con me.
Camminavo, si, le macchine mi passavano accanto, il telefono senza suoneria vibrava nella mia borsa, eppure mi sentivo distante, quasi in una dimensione parallela, rispetto a tutto e tutti.
Il sole alla fine è sceso del tutto dietro alle case e il buio si è presentato in punta di piedi, educatamente, quasi per abbracciarmi piano piano, senza disturbare.
Lo sentivo proprio viscerale, questo bisogno di stare sola e mettere un passo dietro l'altro, buttar fuori la frustrazione, e si, la disperazione, e di ritrovare la lucidità necessaria per vedere tutto con nuovi occhi.
Alla fine, dopo tutto quel camminare e tutto quel freddo, sono arrivata alla domanda che mi porto dentro da un pò: cosa vuoi fare, Ilaria?
Chi vuoi essere, come vuoi esserlo, vuoi continuare su questa strada o vuoi dire basta e fermarti del tutto?
Vuoi veramente che questa Ricerca caratterizzi così tanto la tua vita, e caratterizzi così tanto TE?
Un turbinio di pensieri si sono accavallati, sorpassati, soffocati, scontrati, uno con l'altro, dentro di me.
Alla fine la risposta è stata quella meno semplice ma l'unica possibile.
Non voglio una vita priva della luce, del calore, della bella e buona sensazione che Fede e Speranza mi hanno sempre dato.
Non voglio una Vita che non parli più di ME ma che parli solo di ciò che ancora non ho e che ancora non sono.
Sono sincera, so di volermi ancora una volta buttare a capofitto in questa cura, in questo tentativo, in questa ennesima prova, guardando avanti e immaginando come sempre di potercela fare.
Ma SO anche che ho bisogno di ritrovarMI.
Di ritrovarmi e abbracciarmi, senza parlare.
Di leccarmi amorevolmente le ferite. Perchè ce ne sono state, e qualcuna fa davvero male.
E di vedermi guarire.
Di vedermi di nuovo Viva Sorridente Serena Spensierata Allegra.
Questo fanno le Donne forti, e io non voglio essere una debole.
Ho pianto, piango e sono sicura che piangerò ancora.
Ma non lo considero una debolezza, no.
Cazzo se piangono, le Donne forti!
Questo mi ha insegnato mia madre, che oggi compie 59 anni, e non esiste al mondo Donna a cui vorrei assomigliare di più.
Iniziamo con antibiotico e integratori, e diamoci questi mesi, ok.
Vediamo cosa succede.
Vediamo se Dio ha questo progetto per noi, alla fine.
E se non ce l'ha, continuerò a chiederglielo, incessantemente, come ho fatto ogni secondo
di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno negli ultimi 2 anni.
Ma più di tutto, vediamo cos'altro c'è.
Cosa c'è intorno, cosa c'è oltre.
Cosa c'è qui, in questa mia piccola, grandissima, Anima mia
piena di cicatrici eppure forte e vera e coraggiosa come un leone.
Torno a casa.
E prima di tutto, CASA devo essere IO.
Vi ringrazio tutte, sempre.
E vi abbraccio.
Quattro passi che sono durati più di 1 ora.
Camminavo, camminavo, a volte mi accorgevo che il mio passo era troppo veloce, e questo mi innervosiva.
A volte invece riuscivo senza rendermene conto a procedere lentamente, a ritmo col mio respiro, e a non sentire più l'aria fredda che mi entrava nel naso, ma anzi, mi sembrava che tutto fosse in sintonia con me.
Camminavo, si, le macchine mi passavano accanto, il telefono senza suoneria vibrava nella mia borsa, eppure mi sentivo distante, quasi in una dimensione parallela, rispetto a tutto e tutti.
Il sole alla fine è sceso del tutto dietro alle case e il buio si è presentato in punta di piedi, educatamente, quasi per abbracciarmi piano piano, senza disturbare.
Lo sentivo proprio viscerale, questo bisogno di stare sola e mettere un passo dietro l'altro, buttar fuori la frustrazione, e si, la disperazione, e di ritrovare la lucidità necessaria per vedere tutto con nuovi occhi.
Alla fine, dopo tutto quel camminare e tutto quel freddo, sono arrivata alla domanda che mi porto dentro da un pò: cosa vuoi fare, Ilaria?
Chi vuoi essere, come vuoi esserlo, vuoi continuare su questa strada o vuoi dire basta e fermarti del tutto?
Vuoi veramente che questa Ricerca caratterizzi così tanto la tua vita, e caratterizzi così tanto TE?
Un turbinio di pensieri si sono accavallati, sorpassati, soffocati, scontrati, uno con l'altro, dentro di me.
Alla fine la risposta è stata quella meno semplice ma l'unica possibile.
Non voglio una vita priva della luce, del calore, della bella e buona sensazione che Fede e Speranza mi hanno sempre dato.
Non voglio una Vita che non parli più di ME ma che parli solo di ciò che ancora non ho e che ancora non sono.
Sono sincera, so di volermi ancora una volta buttare a capofitto in questa cura, in questo tentativo, in questa ennesima prova, guardando avanti e immaginando come sempre di potercela fare.
Ma SO anche che ho bisogno di ritrovarMI.
Di ritrovarmi e abbracciarmi, senza parlare.
Di leccarmi amorevolmente le ferite. Perchè ce ne sono state, e qualcuna fa davvero male.
E di vedermi guarire.
Di vedermi di nuovo Viva Sorridente Serena Spensierata Allegra.
Questo fanno le Donne forti, e io non voglio essere una debole.
Ho pianto, piango e sono sicura che piangerò ancora.
Ma non lo considero una debolezza, no.
Cazzo se piangono, le Donne forti!
Questo mi ha insegnato mia madre, che oggi compie 59 anni, e non esiste al mondo Donna a cui vorrei assomigliare di più.
Iniziamo con antibiotico e integratori, e diamoci questi mesi, ok.
Vediamo cosa succede.
Vediamo se Dio ha questo progetto per noi, alla fine.
E se non ce l'ha, continuerò a chiederglielo, incessantemente, come ho fatto ogni secondo
di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno negli ultimi 2 anni.
Ma più di tutto, vediamo cos'altro c'è.
Cosa c'è intorno, cosa c'è oltre.
Cosa c'è qui, in questa mia piccola, grandissima, Anima mia
piena di cicatrici eppure forte e vera e coraggiosa come un leone.
Torno a casa.
E prima di tutto, CASA devo essere IO.
Vi ringrazio tutte, sempre.
E vi abbraccio.
mercoledì 1 febbraio 2012
ON/OFF
Fuori continua a nevicare.
So che se fossi al sicuro e al caldo nel mio attico troverei questo spettacolo delizioso.
Ma da qui, dall'ufficio, riesco solo a preoccuparmi di quando dovrò mettermi in strada alle 18.
Perchè devo venire al lavoro?
Perchè devono essere i soldi il cardine della felicità di una persona?
Perchè questa mattina non mi è stato dato di potermi girare dall'altra parte e dormire ancora, oppure di
potermi alzare e fare solo cose per me, per la mia casa, per mio marito, per il nostro pranzo, per le
nostre bollette, per le commissioni che ci riguardano?
Perchè ogni giorno regalo 9 ore della mia vita a un estraneo in cambio di 1.200 euro al mese?
Cos'è, la Felicità?
E' davvero un conto in banca in positivo?
E' davvero solo la birra del sabato sera e la pizza della domenica guardando la partita?
E chi vedo riflessa nello specchio sono davvero io?
Quanto di Alice in wonderland c'è in quell'immagine...quanto di Emma di Madame Bovary...
Eppure dovrei essere io.
Si, ma IO chi?
Chi sono io, cosa sono, come raccontarmi...
Sono quella che si alza tutti i giorni per venire in ufficio a far soldi per un altro?
Sono quella che il giovedì studia pianoforte?
Sono quella che da 2 anni cerca di avere un figlio che Dio non vuole concederle?
Sono quella che ha danzato per 20 anni?
Sono 'Quella'?
Io lo cerco, il Silenzio che mi permetta di parlare un pò con Me Stessa.
Più che altro, che mi permetta di ascoltare quello che ha da dirmi...
Solo che non riesco a trovarlo, nella frenesia della mia vita.
Nè nel chiassuoso frastuono dei miei pensieri.
Come si stacca la spina?
mercoledì 21 dicembre 2011
TROVARE IL NATALE
Io il Natale lo sto trovando in te, Amore mio.
In tutto il tuo impegno, nei tuoi sacrifici, nel tuo lavoro, nelle tue coccole.
Negli esami a cui ti stai sottoponendo senza fiatare.
Nel tuo capirmi, seguirmi, sopportarmi, ridere con me.
Io il Natale lo sto trovando in Donne dolcissime, che voglio chiamare Amiche.
Nelle mail che stiamo intrecciando, come una rete d'argento luminosa, forte, fitta.
Nelle parole terapeutiche che muovono dai nostri cuori, l'una per l'altra, e
nella nostra unione, pur con i km che ci dividono fisicamente.
Io il Natale lo sto trovando in un film natalizio commovente,
nelle canzoni natalizie passate alla radio,
nel mio negozio preferito decorato-addobbato-colorato con tutto ciò che è natalizio,
nel regalo del Duca per me, enorme, nascosto alla bell'e meglio in quella che dovrebbe essere la nostra 'cameretta',
e che sembra un pianoforte digitale...ma che fingo di non aver visto per non rovinarmi la sorpresa.
Io il Natale lo sto trovando nell'albero gigantesco a casa dei miei, nei fichi ricoperti di cioccolato,
nel ricordo del mascarpone fatto sempre con la Sister, nel pranzo che faremo tutti insieme come ogni anno,
nei biscotti allo zenzero e nel profumo della buccia dei mandarini.
Il Natale lo sto trovando nei biglietti di auguri ricevuti, tutti pieni di parole vere e buone e commoventi.
Nella Gordon rossa di Natale, bevuta al pub con gli amici.
Nelle serate sul divano, davanti alla tv, con le sole luci intermittenti dell'albero e del presepe.
Io il Natale quest'anno lo sto trovando ovunque.
Ora... devo solo fare in modo di trovarlo dentro di me...
In tutto il tuo impegno, nei tuoi sacrifici, nel tuo lavoro, nelle tue coccole.
Negli esami a cui ti stai sottoponendo senza fiatare.
Nel tuo capirmi, seguirmi, sopportarmi, ridere con me.
Io il Natale lo sto trovando in Donne dolcissime, che voglio chiamare Amiche.
Nelle mail che stiamo intrecciando, come una rete d'argento luminosa, forte, fitta.
Nelle parole terapeutiche che muovono dai nostri cuori, l'una per l'altra, e
nella nostra unione, pur con i km che ci dividono fisicamente.
Io il Natale lo sto trovando in un film natalizio commovente,
nelle canzoni natalizie passate alla radio,
nel mio negozio preferito decorato-addobbato-colorato con tutto ciò che è natalizio,
nel regalo del Duca per me, enorme, nascosto alla bell'e meglio in quella che dovrebbe essere la nostra 'cameretta',
e che sembra un pianoforte digitale...ma che fingo di non aver visto per non rovinarmi la sorpresa.
Io il Natale lo sto trovando nell'albero gigantesco a casa dei miei, nei fichi ricoperti di cioccolato,
nel ricordo del mascarpone fatto sempre con la Sister, nel pranzo che faremo tutti insieme come ogni anno,
nei biscotti allo zenzero e nel profumo della buccia dei mandarini.
Il Natale lo sto trovando nei biglietti di auguri ricevuti, tutti pieni di parole vere e buone e commoventi.
Nella Gordon rossa di Natale, bevuta al pub con gli amici.
Nelle serate sul divano, davanti alla tv, con le sole luci intermittenti dell'albero e del presepe.
Io il Natale quest'anno lo sto trovando ovunque.
Ora... devo solo fare in modo di trovarlo dentro di me...
lunedì 19 dicembre 2011
HO SCELTO UN POSTO PER IL MIO DOLORE
Ho scelto un posto per il mio Dolore
e il suo posto sono le mie dita.
A dirla tutta
fu lui stesso
a scegliersi il posto
anni ed anni fa.
Sulle mie dita ha trovato asilo
ed esse veloci, instancabili, certosine,
hanno iniziato
a scrivere scrivere scrivere
per ipnotizzare il Maledetto
per stordirlo
per irretirlo.
Il posto del mio dolore
è sempre stato lì,
dunque,
nella conca di un calletto
cresciuto piano piano
di lato al mio indice destro,
segno inequivocabile
di tanto ipergrafismo.
Eppure oggi
dopo anni ed anni
di parole blu
di quaderni pieni
di pagine fitte fitte
alle mie dita
scrivere non basta più.
Ed eccole chiedermi
un nuovo sortilegio
un nuovo incantesimo
per ipnotizzare il Dolore
per irretirlo
per stordirlo.
Perciò io
dono loro una nuova scrittura
dono loro una nuova fortezza
dono loro una nuova magia.
Con timore,
ma speranza,
eccomi qui:
dono loro
il Pianoforte.
venerdì 25 novembre 2011
GIRO DI BOA
Ultimo weekend da 30enne.
Settimana prossima timbriamo il cartellino dei TRENTA-E-UNO.
Ho intenzione di viverla bene, questa due giorni di relax, facendo la pazza, facendo scemate, chiedendo regali assurdi per vedere se la gente me li comprerà davvero, mangiando super mega schifezze da maldistomaco, cantando a squarciagola mentre guido, mentre faccio i mestieri, mentre sono in doccia e chiedendo al Duca di andare-fare-disfare-correre-saltare di qua e di là molto più del solito, per arrivare a domenica distrutta ma felice! :)
Lunedì sera concerto degli Smashing Pumpkins.
Martedì sera Danza.
Mercoledì sera: cenetta romantica con Lui e seratina, aspettando insieme lo scoccare della mezzanotte!
Giovedì, il mio 1° Dicembre.
E mi lascio alle spalle i 30.
Sono pronta per quello che verrà.
Sono pronta per l'inizio del 2012.
Sono pronta a non tentennare mai, a non inciampare più, a non indietreggiare.
Sono QUI. E ORA.
E sono prontissima.
Buon fine settimana a tutte!
Settimana prossima timbriamo il cartellino dei TRENTA-E-UNO.
Ho intenzione di viverla bene, questa due giorni di relax, facendo la pazza, facendo scemate, chiedendo regali assurdi per vedere se la gente me li comprerà davvero, mangiando super mega schifezze da maldistomaco, cantando a squarciagola mentre guido, mentre faccio i mestieri, mentre sono in doccia e chiedendo al Duca di andare-fare-disfare-correre-saltare di qua e di là molto più del solito, per arrivare a domenica distrutta ma felice! :)
Lunedì sera concerto degli Smashing Pumpkins.
Martedì sera Danza.
Mercoledì sera: cenetta romantica con Lui e seratina, aspettando insieme lo scoccare della mezzanotte!
Giovedì, il mio 1° Dicembre.
E mi lascio alle spalle i 30.
Sono pronta per quello che verrà.
Sono pronta per l'inizio del 2012.
Sono pronta a non tentennare mai, a non inciampare più, a non indietreggiare.
Sono QUI. E ORA.
E sono prontissima.
Buon fine settimana a tutte!
lunedì 21 novembre 2011
SAGGEZZA TEMPIESE
Adoro mia madre perchè è la donna più saggia che abbia mai conosciuto.
E la adoro perchè è sarda.
Gallurese, per la precisione.
Di Tempio Pausania.
La mamma tempiese ti insegna fin da piccina alcune cose.
Non ti insegna a fare i compiti.
Non ti insegna a pulire, riordinare, cucinare, lavare e stirare.
Alla mamma sarda queste cose non interessano più di tanto.
Ti insegna frasi tipo: "Raglio d'asino non sale al cielo, stedda mea" (trad. figlia mia)
A guardare dall'alto in basso chi ti sfotte, chi ti insulta, chi ti tratta male e a dire a te stessa:
l'invidia è una brutta bestia, la stupidità peggio. Insieme, sono un mix micidiale.
Ti insegna a non chiudere gli occhi sui tuoi difetti, ma a imparare a riderci sopra.
Ti insegna a piangere di nascosto, a non mostrare mai le lacrime, nè tanto meno a farne mai uno show.
Ti insegna ad amare con tutta te stessa ma senza smancerie, senza chiacchiere inutili.
Solo col cuore e con tutta te stessa, senza rete di sicurezza, senza paracadute.
Ti insegna a ridere fino ad aver maldipancia, e a considerarlo una delle ricchezze più grandi.
E ti insegna che è "meddhu trambuccà cu li pédi che cu la linga" (meglio inciampare con i piedi che con la lingua)".
...Cosa che a quanto pare non tutte le madri insegnano...
E ' quindi la parte di mia madre che parla dentro di me, quella che guida la mia mano sul tasto CANCELLA invece che sul tasto SALVA, quanto sto per caricare un post di sclero su chi ancora oggi ce l'ha con me.
Sono arrabbiata, offesa, stanca di sfottò e insulti, e vorrei sfogarmi, ma Lei parla dentro di me e mi dice: Fata mea, fottitìnne! (Piccola mia, fregatene)
Sii superiore, dice quella voce.
Sii la donna superiore che già sei.
Quindi l'ascolto, come sempre.
La madre dei cretini è davvero sempre incinta.
E i ragli d'asino danno fastidio, è vero, ma solo se stiamo troppo vicini all'asino in questione...
Poco ma sicuro però che in cielo non arrivano davvero!
Che raglino, dunque, certi asini.
Io, serena, inizierò a rispondere con un semplice:
"E lacami lu capu!" [trad. Ma lasciami perdere che non me ne può fregar di meno di te!]
e ad andare per la mia strada.
Spero che un giorno mia madre possa aiutarmi ad insegnare le stesse cose a mia figlia.
E che lei, un giorno, le possa insegnare alla sua.
In un Cerchio della Vita perfetto, che già mi tocca il cuore al solo pensiero.
E la adoro perchè è sarda.
Gallurese, per la precisione.
Di Tempio Pausania.
La mamma tempiese ti insegna fin da piccina alcune cose.
Non ti insegna a fare i compiti.
Non ti insegna a pulire, riordinare, cucinare, lavare e stirare.
Alla mamma sarda queste cose non interessano più di tanto.
Ti insegna frasi tipo: "Raglio d'asino non sale al cielo, stedda mea" (trad. figlia mia)
A guardare dall'alto in basso chi ti sfotte, chi ti insulta, chi ti tratta male e a dire a te stessa:
l'invidia è una brutta bestia, la stupidità peggio. Insieme, sono un mix micidiale.
Ti insegna a non chiudere gli occhi sui tuoi difetti, ma a imparare a riderci sopra.
Ti insegna a piangere di nascosto, a non mostrare mai le lacrime, nè tanto meno a farne mai uno show.
Ti insegna ad amare con tutta te stessa ma senza smancerie, senza chiacchiere inutili.
Solo col cuore e con tutta te stessa, senza rete di sicurezza, senza paracadute.
Ti insegna a ridere fino ad aver maldipancia, e a considerarlo una delle ricchezze più grandi.
E ti insegna che è "meddhu trambuccà cu li pédi che cu la linga" (meglio inciampare con i piedi che con la lingua)".
...Cosa che a quanto pare non tutte le madri insegnano...
E ' quindi la parte di mia madre che parla dentro di me, quella che guida la mia mano sul tasto CANCELLA invece che sul tasto SALVA, quanto sto per caricare un post di sclero su chi ancora oggi ce l'ha con me.
Sono arrabbiata, offesa, stanca di sfottò e insulti, e vorrei sfogarmi, ma Lei parla dentro di me e mi dice: Fata mea, fottitìnne! (Piccola mia, fregatene)
Sii superiore, dice quella voce.
Sii la donna superiore che già sei.
Quindi l'ascolto, come sempre.
La madre dei cretini è davvero sempre incinta.
E i ragli d'asino danno fastidio, è vero, ma solo se stiamo troppo vicini all'asino in questione...
Poco ma sicuro però che in cielo non arrivano davvero!
Che raglino, dunque, certi asini.
Io, serena, inizierò a rispondere con un semplice:
"E lacami lu capu!" [trad. Ma lasciami perdere che non me ne può fregar di meno di te!]
e ad andare per la mia strada.
Spero che un giorno mia madre possa aiutarmi ad insegnare le stesse cose a mia figlia.
E che lei, un giorno, le possa insegnare alla sua.
In un Cerchio della Vita perfetto, che già mi tocca il cuore al solo pensiero.
venerdì 18 novembre 2011
LASCIATEMI STARE, OGGI C'HO I NERVI
Quando ero piccola, ed ero arrabbiata o facevo i capricci, ripetevo continuamente:
"LASCIATEMI STARE, OGGI C'HO I NERVI".
Facevo ridere tutti, con questa cosa dei nervi, perchè le persone mi ricordavano che i nervi li si ha sempre, non solo quando si è nervosi...
Ma c'era poco da ridere, perchè io in quei momenti non sapevo gestire l'onda anomala delle mie emozioni funeste e mi facevo travolgere dalla rabbia, dal nervoso, dall'esasperazione, riuscendo a sfogarli solo se scleravo fino al parossismo; sapevo stare male solo all'ennesima potenza, anche per le stupidate, e ogni volta mi consumavo soffrendo.
Da ragazzina, dopo aver visto 'Colazione da Tiffany' , ho imparato a chiamare quei momenti "paturnie", e quindi ripetevo:
"LASCIATEMI STARE, OGGI C'HO LE PATURNIE".
E permettevo al malessere di entrarmi dentro e di corrodermi, di trascinarmi nell'oblio, nella disperazione, nel'annichilimento di fame, sete, sonno, interesse, vita. Chiusa come un riccio, lasciavo che il baratro mi risucchiasse, tirandomi giù; in quei momenti, c'erano solo la luce spenta in cameretta, cuffie e walkman, e The Doors sparati nelle orecchie. Tutto il resto del mondo, fuori. Tenuto lontano anni luce.
Diventata adulta, e superati molti degli 'scheletri' che mi sono portata dentro durante l'adolescenza, ho sempre fatto in modo di non farmi più prendere da questi momenti di totale esasperazione ed isteria, perchè non si addicono ad una persona di una certa età, e alla maturità che ci si aspetta a ragion veduta da una donna di 25, 28, 30 anni.
Eppure ultimamente sono giorni che mi ribolle qualcosa dentro, dalle viscere, dal profondo...
Sento questo 'Qualcosa' sempre più irrequieto, sento che si muove, come una fiera in gabbia, dentro di me.
E il post di Nina di oggi sembra volermi dare un lasciapassare, un "aribus", un biglietto per la corsa di sola andata sulla giostra di Nervilandia. Ho voglia di prendere questa giostra, ne ho una voglia pazzesca.
Si, per una volta, ancora, ho voglia di lasciarmi di nuovo andare così, anche se ho quasi 31 anni e sono una donna sposata, una persona posata e fine.
Ho una voglia furibonda di gridare: vaffanculo, oggi c'ho i nervi!
Qundi perdonatemi fin da ora se questo post sarà terribile, ma o inizio a scriverla, tutta questa rabbia, o finirò per diventar verde di bile a furia di tenerla dentro.
Eccoci.
Non sopporto più frasi del tipo: vedrai, quando meno te l'aspetti...
Prenderei una vanga e spaccherei a mazzate quei sorrisi ebeti da "Io ne so più di te"...
Ne ho piene le palle delle domande tipo: E voi, novità?
Ma fatti i cazzi tuoi, che domanda del cavolo è?? Non conosci altre forme di incipit di cortesia, quando incontri qualcuno?????
Chiedimi se vado di corpo regolarmente, piuttosto!!! Stronza!
E il prossimo che si azzarda ad uscirmi con frasi del tipo: " Tanto è inutile, accanirsi. se non è destino, si può provare di tutto, ma niente da fare..." giuro su quanto ho di più caro al mondo commetto il primo omicidio nella storia della mia famiglia e nel modo più brutale possibile!!!!
Sono incazzata come una bestia con il Centro, perchè nelle ultime 2 settimane ho già chiamato 5 volte e mi ripetono ad oltranza la stessa solfa ogni volta: non ci sono posti per dicembre, ma non abbiamo ancora l'agenda di gennaio, dovrebbe richiamare la settimana prossima.
Ve la compro io un'agenda, marcioni che non siete altro! Oppure ve la scarico da Outlook come fanno TUTTI!!!!!!!
Ma nel frattempo io sclero a non sapere quando potrò fare l'ecografia e fissare il nuovo spermiogramma per lui...
Il Duca ha fatto ieri il prelievo richiesto, e ha dovuto sborsare la modica cifra di 80€ perchè "lo screening per la fibrosi cistica non viene passato dalla mutua, mi spiace"... Esticazzi!
Io nel frattempo devo aspettare questo maledetto ciclo, previsto per il 21, per poter fare i dosaggi ormonali e la risonanza magnetica, e tutta questa attesa e questo procedere così a rilento/non procedere affatto con gli esami mi sfianca e mi innervosisce.
Ah, e già che ci siamo, vogliamo parlare di questo Ciclo???
Ma vaffanculo pure tu, brutto infame, perchè ogni volta, perchè ogni mese, perchè ogni maledetta volta devi presentarti puntuale e beffardo, quasi mi sfottessi, quasi volessi dirmi: ehi, guardami, non lo capisci che sono intoccabile, incontrollabile, ingestibile, e che niente di quello che potrai mai tentare di fare riuscirà mai a farmi governare da te??? Perchè??????
Mi viene voglia di ricominciare con la pillola solo per potermi sparare 2 scatole di fila e vederlo non arrivare al fantomatico 31° giorno di ciclo!!! Tò, beccati questa.
Ma poi mi rendo conto che mi sto prendendo in giro da sola e quindi mi incazzo ancora di più.
Il conto in banca piange.
Anzi, diciamo che supplica, chiede l'elemosina, ha già tentato più volte il suicidio.
Siamo in serie difficoltà, tiriamo la cinghia, facciamo sacrifici, e tra pochissimo sarà Natale...
Mi viene da piangere all'idea di non poter regalare alle persone che amo le cose che vorrei, o megli che so vorrebbero...
Si, è un discorso materialista, si lo so, lo spirito del Natale è molto di più dei semplici regali, però in questo momento c'ho i nervi e non c'ho cazzi di fare la SantaMariaGoretti della situazione!
E in tutto questo, dobbiamo far finta che tutto vada bene con parenti e amici: sorridere, starci nei regali, nelle uscite, nelle birrette in compagnia, starci nelle battute sul figlio che non arriva, starci nelle battute su chi in compagnia potrebbe beccare la cicogna prima di noi, fingere allegria con i miei, e con i suoi, e che non ci interessi poi così tanto se ancora siamo solo in due, inventando frasi del tipo: "Siamo ancora gggiovani, è ancora presto!", e altre cazzate del genere.
Io invece non vorrei vedere nessuno per un pò.
Vorrei starmene a casa mia, starmene sola, o sola con Lui, starmene in silenzio, o ascoltare solo della buona musica, mangiare solo se e quando ho voglia, dormire a tutte le ore che mi va, non dovermi alzare tutti i giorni per andare al lavoro e perdere 8 ore della mia giornata lì in ufficio, così da permettermi di uscire da questo momento di frustrastrazione e soprattutto...di avere il tempo e la possibilità di elaborare quello che stiamo per affrontare, quello che stiamo vivendo, quello che potrebbe significare per noi...
Ci sarebbero altre cose che mi fanno andare il sangue al cervello, ultimamente, ma... mi fermo qui.
So che c'è chi sta peggio, so che finchè c'è la salute, finchè le persone che amiamo ci sono vicine, finchè abbiamo una casa, un lavoro, il nostro amore, dovrei saper ringraziare e non lamentarmi.
Ma l'ho fatto sempre, lo faccio da anni, e oggi c'ho i nervi, non me ne può fregar di meno di fare la politically correct, voglio solo sfogarmi e arrivare a fine giornata anche oggi, sperando che domani vada meglio, che domani arrivi una buona notizia, un grattaevinci fortunato, un ritardo inatteso, un momento di pace...
Si, un momento di pace.
Si, un momento di pace.
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