venerdì 26 agosto 2011

CRISI DELL'IMPIEGATA POST VACANZE

Irrequieta.
Questa è la parola che meglio mi descrive, in questi giorni.
Si, mi si aggiusta addosso senza fatica e mi veste perfettamente: irrequieta.
Non trovo pace e mi sento continuamente in tensione.
E il motivo è presto detto: già durante gli ultimi giorni di ferie, di fronte all'imminenza del rientro, ho iniziato per la prima volta a sentire una sorta di malessere, di fastidio, di irrequietezza appunto, pensando al mio lavoro.
E' un anno e mezzo, quasi, che lavoro in quest'azienda, nella quale si produce e si vende total look da uomo.
Io, impiegata commerciale per Italia ed Estero, mi occupo di tutto ciò che riguarda ordini, consegne, post vendita, esigenze dei clienti  e organizzazione di pubblicità, fiere, promozioni.
E tra tutti i lavori cambiati ad oggi da dopo l'esame di stato da Psicologa, nel lontano 2007, posso dire in tutta onestà che questo si candida decisamente come il migliore.
Ho lavorato per un'agenzia interinale come account di selezione del personale.
Ho lavorato come assistente di direzione per il presidente di una Multinazionale chimica, e per quello di un'altra multinazionale sempre nell'ambito della selezione del personale.
E poi sono arrivata qui.
I lavori sopracitati sono durati più o meno un anno ciascuno, e in tutti i casi il rapporto s'è sempre concluso a causa di difficoltà aziendali conseguenti alla crisi, che hanno visto me e altri 'temporanei' vittime preferenziali da sacrificare.
Quando sono stata assunta qui, non mi sembrava vero di poter fare l'impiegata a 1.200 euro al mese, a 5 minuti di macchina da casa, con 8 ore precise di lavoro dalle 9.00 alle 18.00 e 2 volte all'anno partecipare alla Fiera Pitti Uomo di Firenze, tutto spesato.
E ancora adesso, se mi fermo a pensarci, in effetti trovo razionalmente assurdo avere da lamentarmi di un lavoro così, specie in vista di tutto quello che stiamo facendo per avere un bambino.
Eppure....
Eppure, razionalmente o no, in questo momentomi accorgo che l'idea di fare tutti i giorni questo lavoro per il resto della mia vita, mi manda in fibrillazione il cuore e mi spezza il fiato.
Mi fa sentire... alienata.Obnubilata.
Io ci sclero, questa è la verità.
Sclero a dover timbrare ogni giorno, attenta al quarto d'ora.
Sclero a dover render conto alla mia collega della velocità con cui completo una pratica.
Sclero a dover sopportare l'estro immaturo del mio capo, le sue vanità incoerenti, i suoi capricci da ricco viziato, e risolvere sempre all'ultimo minuto le situazioni che crea.
Al solo scopo di rendere A LUI la vita più semplice.
Sclero a dover fare un lavoro che non mi piace particolarmente, a farefarefare per arricchire gli altri, senza creare, produrre, realizzare niente di mio.
Sclero a dover seguire ogni giorno sempre la stessa routine, seduta al pc davanti al programma di inserimento ordini.
Sclero perchè ogni sera torno a casa, e... non mi sento realizzata.
Voglio qualcosa di diverso.
Sogno un lavoro in cui esser padrona di me stessa e poter gestire i mie orari.
In cui sbattermi come una forsennata, impegnarmi fino allo sfinimento, per cui fare notti insonni.
Ma sentire il piacere della realizzazione.
Vorrei pubblicare qualcuno dei miei scritti, ma non so da che parte cominciare.
Ho trascritto al pc tutte le mie poesie dal 1997 ad oggi, e sono una miriade, ma tanto la poesia non interessa, e difficilmente attira l'attenzione di un editore, quindi altro buco nell'acqua.
Ho diverse idee per un romanzo, ma mai il tempo per mettermi davvero lì a svilupparle.
Vorrei scrivere a due o tre riviste con le quali collaborare sarebbe davvero entusiasmante, ma non oso perchè temo di scegliere l'approccio sbagliato, di apparire come una sprovveduta e di bruciarmi la chance.
O peggio ancora, temo di non avere le competenze adatte, un portfolio adeguato, i contatti necessari.
Si, sono laureata. Si, sono una ragazza che legge, che si tiene informata, che sa scrivere.
Ma tutto questo è davvero sufficiente per presentarsi ad una rivista, anche sul web, e dire: vorrei scrivere per voi...?
Si, ok, scrivo un blog.
Ma non è un blog di critica, un blog di recensioni, un blog di commento all'attualità.
E' un blog personale. Per di più ora con accesso ristretto.
Perciò non è poi questo gran biglietto da visita.
Eppure vorrei provarci, presentarmi, candidarmi come semplice commentatrice, pronta a parlare di quello che vogliono: sono prontissima a rendermi eclettica e versatile, e a reinventarmi!
Oppure propormi per una rubrica che parli della Ricerca di un figlio da un diverso punto di vista, dei rapporti che si creano tra donne che scoprono di camminare su questa stessa strada, della realtà dei Forum che ci sono dietro, raccontando con ironia ma scardinando finalmente milioni di tabù in merito, di infertilità, di PMA, di come cambiano i rapporti di coppia e non solo, dei riscontri sociali e psicologici conseguenti a tutto questo. Sarebbe una rubrica interessante, sarebbe una rubrica nuova, sarebbe o no una rubrica interessante e verissima?
Ma poi scendo dalla nuvoletta... e mi rendo conto che non ho il coraggio, che non so come raccapezzarmi, che non so se davvero scriverò mai quella mail di presentazione e di proposta di collaborazione...che non so se vedrò mai uno dei miei scritti pubblicato...
Sono una dannata insicura.
Avete consigli, amiche mie?
Avete una bella sgridata da darmi?
Ce l'avreste una parola per me?
Anche solo una.
Grazie....

3 commenti:

sononera ha detto...

Secondo me, Dolce Ila, devi fare un passo alla volta. Perchè sei troppo severa con te stessa. Le qualità ce le hai, non devo mica ricordartelo io quanto scrivi bene e quanta bellezza traspare dalle tue parole? Però è vero, si ha paura, perchè nel campo che è di tuo interesse contano le conoscenze e la faccia come er culo. Se non entri in un certo giro, con caschio che ti cagano di striscio. anche il mio sogno era la scrittura, tanto tempo fa. Menomale che ho lasciato perdere, scrivo davvero male. Ma scrivere si può , anche solo come sfogo quotidiano, e infatti da lì 4 anni fa è nato il mio blog, che amo come un figlio e che lascio essere pubblico e imperfetto come lo sono io. Però ti dico: cosa hai da perdere a proporre qualcuno dei tuoi scritti? Oppure a buttare giu' un romanzo e provare a farlo pubblicare? la risposta è : nulla. Davvero. Ma almeno ci avrai provato. E la tua giornata sarà arricchita da qualcosa di bello e personale che solo tu hai. Perchè di talento ne hai, e da vendere.

sara ha detto...

io sono convinta che "tentare non nuoce" le cose accadono se le aiutiamo, se con il nostro agire facciamo il possibile perchè una determinata situazione in cui non stiamo bene cambi...Se non facciamo nulla solo perchè pensiamo che "tanto non mi succederà mai" o che "contano solo le conoscenze" non succederà mai nulla (soprattutto in ambito lavorativo). Poi è ovvio, la crisi c'è, non è detto che capito domani, nè che sia facile, ma che costa tentare? Secondo me sei una persona piena di talento e capacità...sfruttali : ) ti abbraccio!

Rose ha detto...

Amore, se devo pensare alla cosa che ti ho visto fare più spesso nella tua vita, la risposta che mi viene in mente è di certo " scrivere".
Hai un calletto sulla mano destra a causa dei dodici miliardi di diari che hai scritto. Mandare una mail non costa nulla e se non ti senti preparata abbastanza per provare a scrivere un romanzo puoi sempre leggere dei seri manuali di scrittura.
Ad ogni modo, piccola, lo sai che vali, e che se fossi qui a raccontarmi questo in faccia, ti darei tante tante botte! :)